Balistica Applicata alla Criminologia

Ezio Denti si occupa anche dello studio delle armi e della balistica. Con riguardo a quest’ultima, devono distinguersi diverse branche:
a) balistica interna: studia il comportamento della pallottola quando essa si trova ancora all'interno della bocca da fuoco;
b) balistica esterna: ciò che succede a un proiettile e ai residui fuori dall’arma, inclusa la direzione e la velocità dello sparo, così come qualsiasi deviazione della traiettoria;
c) balistica terminale: studia la reazione di un corpo che entra in contatto con il proiettile;
d) balistica forense: la disciplina che comprende le attività peritali attinenti alle armi da fuoco relative alle indagini penali che riguardano azioni compiute con le armi da fuoco stesse.

In particolare, nei casi di crimini violenti compiuti con l’uso di un'arma da fuoco, Ezio Denti si occupa, per il tramite di laboratori specializzati, dell'esame dell'arma e della sua meccanica, della definizione del numero dei colpi inesplosi nel caricatore, dell'identificazione del calibro dei proiettili esplosi, nonché l'interpretazione dei rilievi ambientali e testimoniali.

Nell’ambito delle indagini in campo penale e, più in generale, della consulenza effettuata in favore delle parti processuali, assumono particolare rilievo le indagini volte al fine di:

  • identificare e descrivere il luogo ove è avvenuto l'evento;
  • esaminare i danneggiamenti da agente balistico in ambienti e su veicoli;
  • ricercare, prelevare, conservare ed identificare tutti i reperti di interesse balistico sulla scena del crimine;
  • esaminare l'arma, accertare le sue caratteristiche e la sua funzionalità;
  • identificare l’identità del tiratore;
  • valutare il rapporto tra l’autore del reato e la vittima.

Considerando che tali accertamenti sono essenziali a fondare successive valutazioni, anche di natura medico-legale e criminologico, relative a:

  • epoca della morte e/o del ferimento, causa e mezzi impiegati;
  • tempo di sopravvivenza e possibilità, da parte della vittima, di compiere autonomamente azioni o spostamenti dopo il ferimento;
  • tipo o tipi di arma impiegate, calibro, numero dei colpi, ancora distanza di sparo e posizione reciproca fra vittima e sparatore;
  • natura dell’arma, affinché si possa ricondurre il suo reperimento da parte del tiratore all’elemento della premeditazione del reato o, in caso del tutto contrario, a quella dell’impeto dell’atto.